Recensioni non richieste

Inverno 2021/2022

Brevi, indolori e per nulla illuminanti recensioni tra la disperata ricerca di un thriller mozzafiato e scelte totalmente casuali.

(Difettano di laurea in lettere e termini tecnici appropriati)

  • Michel Bussi – Mai dimenticare / Ninfee nere

Si, senza mille colpi di scena, senza immagini truci. Narrativa scorrevole, molto. Letti nell’ordine di cui sopra, meglio il primo del secondo. Una trama coinvolgente, stuzzica sino alla fine. Chiudendolo, faccio i complimenti e dico si, lo consiglierei. Non la stessa cosa per il secondo che che non decolla, non stupisce, per quanto l’impianto narrativo sia originale. Salvo lo sfondo, la Normandia di Monet, immagini belle, non solo per gli amanti dell’impressionismo. Più thriller il primo, più classico giallo il secondo. Bella penna, leggerò sicuramente altro.

  • Annie Ward – Anime Feroci

Proposta della libreria in risposta a “Cerco qualcosa che assomigli al primo Deaver: thriller psicologico, ricco di colpi di scena.” No, non c’entra nulla. E no, non mi è piaciuto. Trama banale a mio modestissimo parere: anticipazione; alternanza tra passato e presente; sviluppo, scontato. Già letto. Nessun passaggio che brilli, che inciti la lettura. Personaggi e loro relativa analisi pregni di cultura americana, quella brutta. Stereotipi a gogo.

  • Gianrico Carofiglio – La misura del tempo

Si, però sono di parte.  Come lettura estiva, come passatempo serale, come acchiappapolvere sul comodino. Un romanzo, ben scritto. Fotografia dell’Italia, di uno spaccato e un tempo preciso. Procedura penale resa semplice e fruibile anche a chi non ha mai aperto un manuale di diritto. Mai pesante, scorre. Si riflette, o comunque si è portati a farlo, più che sorridere. Parecchie divagazioni danno il là a numerosi spunti di riflessione, senza obbligo alcuno.

  • Romy Hausmann – La mia prediletta

Finalmente. Un thriller, psicologico, adrenalico, scritto come si deve. La giusta dose di imprevisti, di improvvisi mutamenti della situazione. Quel groppone, alla gola, sullo stomaco, un po’ dove volete, ma presente. Struttura della narrazione spaccata in due dalla metà del libro. I momenti di pausa non scadono mai in ridondanti descrizioni e riflessioni. Piccole parentesi in una lunga tirata di fiato. Non lo si abbandona per troppo tempo. L’ultima pagina arriva in fretta.

  • Valérie Perrin – Cambiare l’acqua ai fiori

Leggerlo è un regalo, grande e speciale, che si fa a se stessi. O per lo meno, così lo è stato nel mio caso. Un’altalena continua di emozioni. Se in un capitolo ti pervade una profonda tristezza, nel successivo sogghigni per una brillante ironia. Non è la scrittura più incredibile che abbia mai incontrato (a tratti molto semplice), ma nel libro c’è una vita intera.  Una bomba, che lentamente esplode e colpisce. Non per tutti sarà lo stesso: sono convinto esistano libri scritti appositamente per noi, per quel preciso momento. Auguro a tutti di trovare il proprio all’ora esatta.

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